Cis Comune di Milano

Cis Comune di Milano

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.0.47″ custom_padding=”70px|0px|2px|0px”][et_pb_row use_custom_width=”on” custom_width_px=”1070px” custom_padding=”0|0|34px|” _builder_version=”3.0.106″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” module_alignment=”center”][et_pb_column type=”1_2″ _builder_version=”3.0.47″ parallax=”off” parallax_method=”on”][et_pb_text _builder_version=”3.0.106″ header_font=”Lato|700|||||||” header_text_color=”#ef7802″ header_2_font=”Lato|||on|||||” header_2_font_size=”30px” header_2_letter_spacing=”1px” header_2_line_height=”1.4em” header_3_font=”Lato|700||on|||||” header_3_font_size=”14px” header_3_text_color=”#ef7802″ header_3_letter_spacing=”1px” header_3_line_height=”2em”]

CIS

COMUNE DI MILANO

[/et_pb_text][et_pb_divider color=”#ef7802″ show_divider=”on” divider_weight=”2px” height=”2px” _builder_version=”3.0.106″ max_width=”60px” module_alignment=”left”][/et_pb_divider][/et_pb_column][et_pb_column type=”1_2″ _builder_version=”3.0.47″ parallax=”off” parallax_method=”on”][/et_pb_column][/et_pb_row][et_pb_row use_custom_width=”on” custom_width_px=”1067px” custom_padding=”0|0|84px|” _builder_version=”3.0.106″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” module_alignment=”center”][et_pb_column type=”1_2″ _builder_version=”3.0.47″ parallax=”off” parallax_method=”on”][et_pb_image src=”https://ectmricciotti.eu/wp-content/uploads/2018/03/milano3.jpg” _builder_version=”3.0.106″][/et_pb_image][/et_pb_column][et_pb_column type=”1_2″ _builder_version=”3.0.47″ parallax=”off” parallax_method=”on”][et_pb_text _builder_version=”3.0.106″ text_font=”Lato||||||||” text_text_color=”#000000″ text_letter_spacing=”1px” text_line_height=”2em” max_width=”550px”]

Dopo un lungo percorso di analisi e confronto tra il Comune di Milano e l’Ordine degli Ingegneri, sono state definite delle Linee Guida per la redazione del Certificato di idoneità statica (CIS) che il Comune di Milano ha introdotto nel regolamento edilizio unitamente al concetto di “Manutenzione e revisione periodica delle costruzioni” (art.11 del RE). Il Comune di Milano, con l’articolo 11 del Regolamento edilizio aveva dato vita a una disciplina innovativa riguardante gli obblighi di manutenzione delle costruzioni presenti all’interno del territorio comunale.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][et_pb_row use_custom_width=”on” custom_width_px=”1067px” custom_padding=”0|0|22px|” _builder_version=”3.0.106″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” module_alignment=”center”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″ parallax=”off” parallax_method=”on”][et_pb_text _builder_version=”3.0.106″ text_font=”Lato||||||||” text_text_color=”#000000″ text_letter_spacing=”1px” text_line_height=”2em” text_orientation=”justified”]

Le linee guida definiscono due livelli di indagine. Il primo si basa su un’analisi qualitativa del fabbricato e in caso risulti esaustiva e non evidenzi aspetti critici per la sicurezza può dare luogo all’emissione del CIS. Il secondo livello, da effettuare solo nel caso in cui il primo non sia risultato esauriente, si basa su indagini sperimentali e o analitiche che consentano, ove necessario, di definire opportune opere di rinforzo.

In particolare, le verifiche di primo livello sono volte a rilevare eventuali segnali di sofferenza, pericolo esterno o rischio del fabbricato e prevedono: l’analisi storico critica del fabbricato (ovvero la ricerca della documentazione esistente necessaria ad inquadrare la situazione dell’immobile dal punto di vista del progetto originario e delle eventuali modifiche occorso nel tempo); la definizione dell’organismo strutturale primario  (dimensioni, eventuale presenza di dehors, pensiline, tipologia della struttura portante…); l’interazione con fattori esterni (eventuale presenza di situazioni di pericolo dovute derivanti da altri fabbricati o da problemi del terreno); sopralluoghi interni ed esterni;  analisi visiva dello stato generale (eventuale presenza di fessurazioni, cedimenti, degrado strutturale, infiltrazioni…).

A seguito degli accertamenti di primo livello il tecnico abilitato dovrà compilare una “check list” , la cui rilettura può dare luogo a diversi possibili esiti:

  • Non si evidenziano criticità. In questo caso viene rilasciato il CIS con validità massima di 15 anni;
  • Esistono situazioni di rischio legate agli elementi non strutturali o a fattori esterni non dipendenti dal fabbricato. In questi casi il certificato viene emesso con prescrizioni e ha validità di 2 anni, durante i quali un tecnico incaricato dovrà progettare e attuare gli interventi volti a ripristinare le condizioni di totale sicurezza del fabbricato e ottenere così la proroga di ulteriori 13 anni;
  • Sussistono evidenti segnali di degrado e dissesto o il fabbricato ha subito modifiche sostanziali non accompagnate da documentazione. In questi casi il tecnico non può rilasciare il CIS e segnalerà alla proprietà dell’immobile la necessità di dare corso a verifiche di secondo livello.

[/et_pb_text][et_pb_image src=”https://ectmricciotti.eu/wp-content/uploads/2018/03/milano-2.jpg” _builder_version=”3.0.106″ force_fullwidth=”on”][/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=”3.0.106″ text_font=”Lato||||||||” text_text_color=”#000000″ text_letter_spacing=”1px” text_line_height=”2em” text_orientation=”justified”]

Queste ultime consistono nella “valutazione della sicurezza”, così come definito nelle “Norme tecniche per le costruzioni” previste nel Decreto del Ministero  delle Infrastrutture  del 14 gennaio 2008. Le valutazioni di secondo livello possono dare luogo a diversi esiti:

  • Vengono  verificate le condizioni di sicurezza. In questo caso è possibile procedere con l’emissione del CIS con durata di 15 anni;
  • Si evidenzia la necessità di interventi strutturali. In tal caso la Proprietà dovrà eseguirli, e poi si potrà procedere con l’emissione del CIS con durata di 15 anni;
  • Si dichiari la mancanza di sicurezza dell’edificio. In questo caso decade l’agibilità.

«Restano dunque due anni alla scadenza di tale obbligo. È bene che gli amministratori di condominio e gli stessi condomini comincino a interessarsi, allo scopo di evitare spiacevoli sorprese».

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *